PETER SAGAN (Žilina, 26 gennaio 1990)
IL PREDESTINATO
Sembra passato un sacco di tempo quando al Giro di Sardegna 2011 vidi per la prima volta questo ragazzetto, passò anche per le strade del mio paesello, con indosso la maglia di leader.. vinse quella breve corsa a tappe davanti a Serpa e Cunego.. tutti gli addetti ai lavori sapevano che si trattava di un talento, un predestinato...
L'exploit al Tour, le sconfitte brucianti, il cambio di team e di mentalità da corridore.. fino alla consacrazione con la maglia arcobaleno... fino al Giro delle Fiandre di poche settimane fa... Sagan c'è..eccome se c'è...chapeau...
L'exploit al Tour, le sconfitte brucianti, il cambio di team e di mentalità da corridore.. fino alla consacrazione con la maglia arcobaleno... fino al Giro delle Fiandre di poche settimane fa... Sagan c'è..eccome se c'è...chapeau...
E' un corridore da brevi corse a tappe! Noo è uno da classiche sul pavè! No, ti dico che per me è un velocista! Ma dai, è chiaramente un finisseur.....
Bene, Peter Sagan è un pò tutto questo messo insieme, e anche di più.
Slovacco, classe 1990 Sagan si affaccia al ciclismo che conta grazie all'intuito dello staff Liquigas, che nel 2010 lo va a pescare in una piccola squadra Continental (una delle categorie del ciclismo) della sua nazione.
Con la squadra diretta da Amadio resta per 4 anni: il suo palmarès, considerando che è giovanissimo, è impressionante: il primo anno vince due tappe e la classifica a punti della Parigi-Nizza, una tappa al Tour de Romandie e due tappe più la classifica a punti del Tour of California, oltre a buoni piazzamenti in gare World Tour di fine stagione.
Nel 2011 inizia col già citato Giro di Sardegna, tre tappe e classifica generale. Seguono poi le due vittorie al Tour de Suisse, e il campionato Nazionale Slovacco. Ad agosto si aggiudica il Giro di Polonia, facendo sue anche due tappe. Vincendo questa gara diventa il più giovane corridore a vincere una gara World Tour (la serie A del ciclismo). Andrà alla Vuelta in agosto e farà sue tre tappe.
Nel 2012 vince 16 (sedici!) corse. Tappe alla Tirreno-Adriatico, al Giro dell'Oman, la crono del Tour de Suisse (davanti a Cancellara) e 5 tappe al Giro di California. Inizia ad ottenere piazzamenti importanti anche nelle classiche, gare che predilige. Secondo alla Gand-Wevelgem, terzo all'Amstel, quarto alla Sanremo e quinto al Fiandre. Debutta al Tour a luglio e vince tre tappe, grazie a numerosi piazzamenti fa sua la celebre maglia verde della classifica a punti. Diventerà famosissimo per le sue stravaganti esultanze sulla linea d'arrivo.
Il 2013 è l'anno in cui tutti i big hanno capito che non è più una new entry da sottovalutare,
non è più una sorpresa e faticherà spesso a correre da favorito, con la pressione addosso.
La Liquigas è diventata Cannondale e punta tutto su di lui, dopo la separazione con l'altro big Vincenzo Nibali, passato all'Astana.
Lo slovacco si carica la squadra letteralmente sulle spalle. Vincerà 22 (ventidue!) corse.
Finalmente arriverà la prima vera classica, la Gand Wevelgem. Secondi posti brucianti alla Sanremo (battuto da Ciolek dopo una gara con neve, pioggia e ghiaccio) ma soprattutto al Fiandre, dove compirà uno sforzo fatale sul Kwaremont per reggere la ruota di Cancellara; sforzo che pagherà sul Paterberg dove il campione svizzero lo staccherà e si involerà a vincere.
Al Tour si rifarà alla grande, vincerà una tappa e conseguirà tanti piazzamenti che gli permetteranno di fare sua la Maglia Verde per la seconda volta.
A fine stagione vincerà in Canada, a Montreàl e parteciperà ai mondiali di Firenze finendo sesto.
Termina il 2013 con ventidue successi all'attivo e le vittorie nelle classifiche a punti di cinque diverse gare a tappe.
Il 2014 è una stagione al di sotto le grandi aspettative. E' in scadenza col Team Cannondale e si parla di lui per molti mesi nelle rubrche di "ciclomercato". Ufficializzerà il passaggio alla Tinkoff-Saxo del patron Oleg Tinkov; squadra dove milita Contador. Nelle classiche soffre parecchio la marcatura che tutti gli altri gli attuano, deluderà al Fiandre, sedicesimo, mentre alla Roubaix otterrà un sesto posto.
Nonostante tutto vincerà la terza maglia verde al Tour, pur senza successi di tappa, solo grazie ai piazzamenti.
Il primo anno con la nuova squadra parte in modo positivo con dei piazzamenti nelle gare al caldo del medio oriente (Qatar e Oman). Torna al successo dopo 9 mesi alla Tirreno Adriatico 2015, alla Sanremo finirà quarto. Deludente la campagna al Nord con quarto posto al Fiandre e solo 23esimo alla Roubaix.
Al Tour of California farà come sempre incetta di tappe e sarà sua anche la classifica finale.
Il Tour de France lo consacrerà con la quarta maglia verde consecutiva ma anche stavolta dovrà accontentarsi solo dei piazzamenti, ci sarà un altro zero alla casella vittorie.
Partecipa alla Vuelta per prepararsi ai mondiali di Richmond, suo grande obiettivo. Vince una tappa ma è costretto a ritirarsi dopo una caduta, causata da una moto.
Chi pensa che questo inconveniente fermi Peter si sbaglia. Ai mondiali la sua Slovacchia partecipa con soli tre uomini (questioni di gerarchie tra federazioni e UCI) ma saranno decisivi per proteggere Peter fino ai km decisivi quando sferrerà l'attacco che gli vale il primo posto.
E' il primo corridore Slovacco a diventare Campione del Mondo.
La storia di quest'anno è tinta di arcobaleno, quella maglia iridata che ha in se un fascino ma anche un incantesimo (chiedere a Gilbert) legato alla maledizione che chi la indossa stenta sempre nella stagione successiva.
Ebbene, la prima parte di stagione è proprio sfortunata dal punto di vista delle vittorie, arrivano solo secondi posti (Tirreno, Harelbeke. Het Niewsblad).
Si sblocca il 27 marzo andando a vincere la Gand Wevelgem.
La settimana dopo centra il bis.
Capolavoro sul Paterberg, seguono 13km in solitaria per coronare il sogno di vincere il Fiandre in maglia iridata. La gloria è sua. Ormai è nella storia del ciclismo.
ah, dimenticavo.. ha appena 26 anni.. si scriverà ancora tanto di lui..
