venerdì 18 marzo 2016

LA CLASSICISSIMA DI PRIMAVERA


Domani è il gran giorno. Domani si fa sul serio.




Si parte da Milano, si arriva in via Roma a Sanremo dopo 291 km tiratissimi.
Domani finalmente è previsto bel tempo dopo qualche anno sfortunato dal punto di vista metereologico.

Il percorso è quello tradizionale, non ci saranno più le Manie perciò chi spera di trovare il jolly vincente con un azione da lontano dovrà accontentarsi di provare sulla Cipressa o aspettare il Poggio di Sanremo, ultimo strappo prima della picchiata su via Roma.




La Sanremo è una delle 5 Classiche Monumento della storia del Ciclismo. Si disputa dal 1907 per tradizione il 19 marzo, giorno della festa di San Giuseppe, o nei sabati vicini a questa data.
Tanti i campioni che vinsero questa bellissima corsa. I nomi hanno fatto la storia di questo sport: cronologicamente Girardengo, Binda, Coppi, Bartali, Merckx (ben 7 volte primo a Sanremo, record!), De Vlaeminck, Saronni, Moser, Kelly, Fignon, Chiappucci, Cipollini, Zabel e Freire.




I favoriti dell'edizione 2016 sono tra i più forti velocisti e finisseurs del circus World Tour.
Cancellara, Sagan, Van Avermaet, Matthews e Stybar tra i finisseurs; Kristoff, Viviani, Demare, Bouhanni, Modolo e Gaviria tra i velocisti.

Salvo clamorose sorprese, il nome di colui che taglierà il traguardo a braccia alzate uscirà da questo lotto.

Ma mai dire mai. 

Come disse Merckx: "Chi va più forte deve vincere”.




mercoledì 9 marzo 2016

IL PERSONAGGIO


FABIAN CANCELLARA 

(Wohlen bei Bern, Svizzera, 18 marzo 1981)




Soprannominato Spartacus o anche La Locomotiva, è uno specialista delle cronometro e delle corse di un giorno.  In carriera ha infatti vinto quattro campionati mondiali a cronometro (sei se si contano i due titoli juniores) e la prova contro il tempo ai Giochi olimpici del 2008; nel proprio palmarès vanta inoltre tre edizioni del Giro delle Fiandre, tre della Parigi-Roubaix e una della Milano-Sanremo, oltre a una Tirreno-Adriatico, un Tour de Suisse, otto tappe al Tour de France e tre alla Vuelta a España. 

Dopo le grandi prestazioni da juniores (due mondiali a cronometro) e da dilettante (Palio del Recioto 2000) passa professionista con la Mapei nel 2001, squadra che lo teneva d'occhio da anni. Con lo squadrone italo-belga vince il primo dei sei campionati svizzeri a cronometro e altre corse di secondo piano.

Nel 2003 con la chiusura della Mapei, passa alla Fassa Bortolo di Ferretti; rimane quindi in Italia, patria del padre, lucano, che si trasferì in Svizzera per lavoro.
Con la Fassa Bortolo vince  il cronoprologo del Tour de Romandie e quello del Tour de Suisse, corse che si disputano nelle strade che lui conosce bene. Nel 2004-2005, sempre alla Fassa Bortolo, fa suo il cronoprologo del Tour de France, battendo nientemeno che Lance Armstrong per appena 2''.  E' sua la prima Maglia Gialla di quel Tour. Arrivò anche quarto alla prima Parigi-Roubaix, corsa che nel proseguo della carriera gli darà parecchie gioie.




Dopo un 2005 non all'altezza delle aspettative si trasferisce alla CSC di Bjiarne Riis, squadra con grandi ambizioni. La stagione 2006 inizia a dedicarsi anima e corpo alle classiche del Nord con preparazioni adeguate a questi obiettivi. I risultati non si fanno attendere: è sesto al Giro delle Fiandre e una settimana dopo vince la sua prima Parigi-Roubaix, in solitaria. A settembre diventerà campione del mondo a cronometro per la prima volta.




Il 2007, dopo un deludente 19° posto alla Roubaix, segna la sua partecipazione al Giro d'Italia, ma non è una corsa da ricordare. Sarà costretto al ritiro. Sarà più fortunato al Tour de France dove vincerà due tappe,il cronoprologo e quella sul pavè ovviamente, terrà inoltre la Maglia Gialla per 7 giorni. A settembre dominerà la crono dei mondiali di Stoccarda.

Il 2008-2009 sarà un biennio importantissimo per Fabian. Inizia vincendo la Strade Bianche, gara caratterizzata dagli sterrati della provincia senese con arrivo in Piazza del Campo. Prosegue vincendo la Tirreno-Adriatico, prima mini-gara a tappe della sua carriera. 
Vince anche, per la prima volta, la Milano-Sanremo. 



Alla Roubaix è secondo dietro Tom Boonen.
Del 2009, ricordiamo le vittorie alla crono del Tour e della Vuelta che gli permettono di indossare maglia Gialla (sarà lo svizzero che l'ha vestita più volte) e maglia Amarillo (leader della Vuelta a Espana).

Nel 2010 arriva la grande doppietta Fiandre e Roubaix, dopo aver dominato anche ad Harelbeke, vinte entrambe per distacco. Queste vittorie così nette fanno sospettare l'UCI, che apre un inchiesta sul possibile utilizzo di un motorino elettrico inserito, secondo le accuse, nel telaio della bici. Accuse che poi si riveleranno infondate.
A settembre arriverà il suo quarto mondiale a cronometro.

Nel 2011 Cancellara segue i fratelli Schleck nella nuova squadra da loro fondata, il Team Leopard-Trek poi Radioshack. Vince la crono della Tirreno-Adriatico e poi si piazza secondo alla Milano-Sanremo, terzo al Giro delle Fiandre e nuovamente secondo alla Roubaix. Sarà terzo anche al mondiale di settembre.

Il 2012 vede la seconda affermazione alle Strade Bianche, ma la stagione non sarà comunque fortunata. Sempre secondo alla Sanremo, cadrà sia ad Harelbeke che al Fiandre, procurandosi una multifrattura alla clavicola, salterà la Roubaix e tornerà a correre solo a luglio. 
Alle Olimpiadi di Londra, mentre era in fuga a circa 10km dall'arrivo, cade ancora e dice addio ai sogni di gloria.

Il 2013 ripagherà le sfortune dell'anno precedente.  Conclude al quarto posto la Strade Bianche, prende poi parte alla Tirreno-Adriatico ottenendo il quarto posto nella cronometro finale. Nello stesso mese coglie il terzo posto alla Milano-Sanremo, neve pioggia e gelo caretterizzeranno la corsa, battuto in volata da Gerald Ciolek e Peter Sagan.  Cinque giorni dopo si aggiudica per la terza volta in quattro anni la E3 Harelbeke: nell'occasione stacca tutti gli avversari con un attacco a 35 chilometri dall'arrivo. Si presenta quindi alle classiche sul pavé come uno dei favoriti. Il 31 marzo conquista per la seconda volta il Giro delle Fiandre: decisiva quel giorno è l'azione sul muro del Paterberg, a 14 chilometri dal traguardo, che permette allo svizzero di staccare il principale rivale, lo slovacco Peter Sagan, e di involarsi solo e vittorioso verso l'arrivo. Sette giorni dopo lo svizzero si aggiudica la sua terza Parigi-Roubaix, battendo in una volata a due il belga Sep Vanmarcke. Grazie a questo successo realizza, dopo quella del 2010, la sua seconda doppietta Fiandre-Roubaix.




Nel 2014 chiude per l'ennesima volta al secondo posto la Milano Sanremo vinta da Kristoff.La caduta ad Harelbeke sembrerebbe escluderlo dai favoriti per il Fiandre ma Fabian giocherà le sue carte splendidamente. Sul Paterberg andrà a riprendere i due fuggitivi e saranno in quattro a giocarsi la vittoria finale. Si guarderanno per più di 500m poi il primo a partire sarà proprio lui, metterà in fila tutti e conseguirà la terza affermazione al Fiandre.
Una settimana dopo sarà terzo alla Roubaix. Correrà Tour e Vuelta senza acuti.

Il 2015 sarà, ancora una volta, caratterizzato dalle cadute. Quella ad Harelbeke, gli causerà la frattura di due vertebre e lo costringerà a guardare in TV le classiche tanto amate. Cadrà anche al Tour e questa stagione sarà la più sfortunata della sua carriera.

Il 2016 di Fabian Cancellara sarà anche l'ultimo anno tra i professionisti. Lo correrà con tranquillità e senza pressioni ma son sicuro che vorrà lasciare un bel segno prima di appendere la bici al chiodo.
Un segno importante l'ha lasciato sabato scorso alle Strade Bianche, gara che da sempre lo affascina, vincendo per la terza volta in Piazza del Campo. Un numero dei suoi nella salita di Santa Caterina a 600m dall'arrivo gli permette di alzare le braccia dello splendido scenario di Piazza del Campo. 



A quasi 35 Cancellara è uno dei corridori più vincenti nella storia delle classiche del Nord, un personaggio mai sopra le righe che chiunque segua questo sport non può non amare. L'appuntamento è tra qualche settimana al Fiandre e poi alla Roubaix, credo che le sue sparate sui Muri e sul Pavè non si faranno attendere.

lunedì 7 marzo 2016

PRIMAVERA SUI PEDALI

La stagione ciclistica sta entrando nel vivo. 

Dopo le corse nei paesi Arabi, in Sud America e in Oceania, che ormai da parecchi anni aprono la stagione del pedale, si arriva in Europa con le prime importanti gare dell'anno. 

Molti big hanno scelto di iniziare la stagione al caldo del Sudamerica (Tour de San Luis in Argentina), o nelle varie corse che sono nate in medio Oriente, quel medio Oriente ricco (Oman, Dubai, Qatar)  che sta attirando le attenzioni degli organizzatori di eventi ciclistici.
In Oceania, come da tradizione ormai consolidata, parte il World Tour con il Tour Down Under, classica apripista della stagione per le 18 formazioni dell'elite delle due ruote senza motore. 

Siamo ormai vicinissimi ai grandi appuntamenti in Europa: Milano-Sanremo, Fiandre e Roubaix sono corse storiche che non moriranno mai, e nel cuore degli appassionati saranno sempre ai primi posti.

Il fascino della Sanremo, la classica italiana per eccellenza, è detta la classica di primavera ma ultimamente si è corsa con temperature e meteo da tregenda. Anche quest'anno sarà una sfida in volata, o qualcuno si inventerà un numero sul Poggio (ultimo strappo prima del gran finale) con un azione d'altri tempi?




La durezza delle pietre e dei muri del Fiandre, dove solo i veri corridori che non mollano mai possono cercare la gloria. Una delle corse più belle del calendario mondiale, sempre combattuta, onorata, attraverso quelle stradine in pavè con salite durissime e intoppi sempre dietro l'angolo.






E, infine, la signora delle classiche: la Parigi-Roubaix. Anche chi non segue e non si interessa di ciclismo sa di cosa stiamo parlando. Un sogno per tutti, un onore per pochi. Nell'inferno del Nord non vince chiunque, solo i veri campioni possono esultare nello splendido scenario del Velodromo di Roubaix.






I mesi clou del ciclismo stanno arrivando.

sabato 5 marzo 2016

LA FAVOLA LEICESTER

Il primo post del nuovo corso non poteva che essere dedicato alla squadra che sta sorprendendo tutto il mondo: il Leicester City, al suo manager Claudio Ranieri e al suo bomber e uomo simbolo, Jamie Vardy.


"The Foxes", le volpi, stanno vivendo una storia sportiva incredibile. Dopo la salvezza risicata dello scorso anno chiusa col 14° posto in classifica, la proprietà Thailandese ha deciso di affidare la squadra all'inossidabile Claudio Ranieri, uno dei manager italiani più amati all'estero e soprattutto in Inghilterra. 
Ebbene si, l'allenatore romano, più volte considerato finito in patria, si è rimesso in gioco in una cittadina nel cuore dell'Inghilterra dove il calcio è ancora un gradino sotto il rugby. E' la città natale di Gary Lineker, uno dei bomber inglesi più conosciuti, il quale iniziò la carriera con questa maglia. Noi italiani dovremo ricordarla anche perchè è stata la squadra dove Roberto Mancini ha deciso di chiudere la sua carriera da giocatore.

La forza della provincia inglese. 
Non è infatti inusuale trovare nella storia della Premier League, favole simili a questa, anche se in epoche diverse, che ruppero l'egemonia delle londinesi, del Manchester United o del Liverpool. Ricordiamo il Nottingham Forest del mago Brian Clough negli anni 70 e il Blackburn Rovers di Kenny Dalglish a metà degli anni 90 con la coppia gol Shearer-Sutton.
Ecco, nel 2015-16, ci ritroviamo a fare i conti con un altra provinciale che detta legge in campionato. Una squadra senza campioni, il più famoso finora era senza dubbio il portiere danese Kasper Schmeichel, figlio del grande Peter plurititolato negli anni 90 con lo United di Sir Alex Ferguson e lo svizzero-turco Inler che in Italia conoscevamo già.
In seguito ai risultati di quest'inizio anno i media hanno iniziato ad interessarsi alla storia di questo club, una storia antica. 
Il club nasce nel 1884 ed è sempre stato altalenante tra prima e seconda divisione inglese, battaglie per la promozione e lotte per la salvezza. Sono quattro i trofei più importanti in bacheca, 3 coppe di Lega, l'ultima delle quali nel 2000, e una Charity Shield.

C'è però una favola nella favola da raccontare; si tratta della storia, umana con intrecci sportivi, del centravanti inglese Jamie Vardy.
Il 29enne ha alle spalle una carriera veramente particolare. 
Quando militava nelle serie dilettantistiche ha anche dovuto fare l'operaio nelle fabbriche metalmeccaniche di Sheffield. E' arrivato al Leicester dopo una stagione mirabilante nel Fleetwood Town condita da 31 gol in 36 presenze. Il gol, esattamente, l'essenza del calcio; e Vardy i gol ha continuato a farli, sempre. 
Sono 16 nel 2013-14 e trascinano la squadra alla Promozione in Premier League, 5 l'anno scorso quando spesso partiva dalla panchina e 19 in 29 partite quest'anno. I gol messi a segno in questa stagione hanno però un sapore particolare, col gol al Manchester United del 28 novembre scorso Vardy si appropria del record di gol in partite consecutive nel campionato di prima divisione inglese. Sono infatti 11 di fila le partite in cui va a segno, superando il record di un olandese che a Manchester sponda United ricordano bene, Ruud Van Nistelrooy


Quest'anno la squadra di Ranieri ha avuto un rendimento importantissimo, andando a dare lezioni di calcio persino a Manchester, sponda City, solo l'Arsenal di Wenger è riuscita ad imporsi sia all'andata che al ritorno. Il sogno è sempre vivo, nonostante Ranieri getti sempre acqua sul fuoco.

A 8 partite dalla fine di questa incredibile Premier il Leicester è sempre in vetta. Oggi pomeriggio nel North London Derby il mio Arsenal è riuscito ad acciuffare un pari importante al White Hart Lane, in dieci uomini per il rosso a Coquelin. Sarà durissima rientrare sul Leicester (che ha vinto contro il Watford), ma ci sono ancora tante partite e qualche scontro diretto, con Chelsea, Liverpool e Man UTD che, essendo lontani dalla vetta possono recitare il ruolo di guastafeste nei confronti delle pretendenti al titolo.

Certo è che se dovesse finire cosi, le "volpi" non ruberebbero nulla. Anzi..

NUOVA VESTE, NUOVI ARGOMENTI, STAY TUNED

L'altra notte, per puro caso, mi son messo a sistemare i miei siti preferiti, ho rivisto dopo anni che avevo iniziato questo progetto blog e con piacere ho riletto qualche post. 

Ad oggi, posso dire che non sarebbe male riprendere a scrivere di calcio, ci sono tante belle storie quest'anno, dal Leicester di Ranieri in Premier al Gent in Champions; dal sorprendente Empoli di Giampaolo al Sassuolo che punta all'europa. 

Ma la novità più importante sarà che parlerò anche dello sport che, con la fine dell'inverno, si prende la maggior parte delle mie attenzioni nel tempo libero:
il ciclismo.

Sarò, come sempre, conciso e chiaro. 
I post saranno correlati da belle immagini e ogni tanto video. 

Proviamo a ripartire. Ancora. Seguitemi.
.