mercoledì 5 aprile 2017

IL ''TRAGHETTATORE'' HA CONVINTO TUTTI


In estate era stato catapultato su quella panchina senza quasi certezze. Lazio, Salernitana, Salernitana, Lazio.

Bielsa si, Bielsa no. Alla fine è arrivato lui, Laziale DOC, bomber degli anni d'oro della Lazio di Cragnotti.

Simone Inzaghi è sempre stato fedele alla causa biancoceleste. Da giocatore e da tecnico. Con la primavera ha vinto e stupito, ha fatto crescere tanti giovani che oggi sono con lui in prima squadra, ha avuto ragione lui.
Nonostante la diffidenza iniziale di molti, ma non di tutti, ha lavorato in silenzio, con determinazione e dedizione. La squadra l'ha seguito, i BIG e i giovani esordienti, un amalgama ben assortita che ha permesso alla Lazio di essere lì in lotta per l'Europa che conta. In campionato è una delle squadre che gioca meglio, pressing, gioco sulle fasce, velocità e concretezza.

Armi che anche in coppa Italia hanno portato le aquile in finale, una cavalcata entusiasmante culminata con il doppio derby con la Roma che ha sorriso ai biancocelesti. Come nelle favole più belle di questo sport.

E il traghettatore oggi può festeggiare uno dei compleanni più belli della sua vita. Un traghettatore che ha convinto tutti.
Complimenti mister.

E auguri.

domenica 2 aprile 2017

LEGGENDA VALLONE



Oggi era il gran giorno del Giro delle Fiandre, una delle corse storiche, Classica Monumento, pavé e muri nella terra delle due ruote a pedali: il Belgio.
E siamo qui a celebrare un corridore strepitoso, che negli ultimi anni ha raccolto poco rispetto a quanto meritasse. Oggi dell'arrivo a Oudenaarde la fatica si è trasformata nella gioia infinita per un impresa di altri tempi.
All'attacco con la sua squadra fin dai -90km all'arrivo, lui con altri campioni, a sfruttare il Kappelmuur come trampolino per un salto nel vuoto, di quelli che se sbagli e cadi, ti fai male. Sul successivo passaggio sul Kwaremont l'attacco si trasforma in fuga solitaria e il campione deve pedalare a testa bassa. Neanche i telecronisti credono nell'azione folle; mancavano 52km all'arrivo, ''attacco velleitario'' dirà Silvio Martinello alla RAI.
Io non avevo mai visto un impresa simile da quando seguo il ciclismo, mi sono entusiasmato. I favoriti, Sagan e Van Avermaet ora fanno sul serio. Hanno raggiunto gli attaccanti e ora tirano dritto per recuperare sull'unico fuggitivo, sul pazzo che è in testa. Sono fiduciosi anche in ammiraglia Bora, dicono a Sagan di spingere al massimo perché il folle solitario crollerà. E Sagan mette il turbo sull'ultimo passaggio sul Kwaremont; sono in tre, il campione del Mondo con la sua bella maglia arcobaleno tira, mentre Van Avermaet e l'altro belga Naesen tengono la sua ruota.
Il Kwaremont è una salita tosta, non molto lunga, ma il suo pavé crea selezione. La zona è transennata, colma di gente, molti corridori cercano le vie di fuga esterne alla carreggiata in pavé per trarre sollievo, evitare le vibrazioni. Sagan si avvicina troppo alle transenne, è un attimo. Crollano tutti e tre, rovinosamente. È il colpo di scena clamoroso. Gli inseguitori si annullano. Sagan l'ha fatta grossa. Si bestemmia in italiano sull'ammiraglia della sua squadra.
Davanti il pazzo continua per la sua strada, ha superato anche l'ostico Paterberg, ultimo muro (noto con piacere i 4mori in cima a questa salita). Ora alla fine mancano 11km di pianura. Una vita.
Soffrirà l'impossibile ma alla fine la gioia sarà immensa. Ha vinto lui. Il Vallone ha vinto nel cuore delle Fiandre. Il Vallone amato anche dai Fiamminghi. Ha la maglia nera, rossa e gialla. È il campione nazionale belga.
È Philippe Gilbert. Chapeau.