Oggi era il gran giorno del Giro delle Fiandre, una delle corse storiche, Classica Monumento, pavé e muri nella terra delle due ruote a pedali: il Belgio.
E siamo qui a celebrare un corridore strepitoso, che negli ultimi anni ha raccolto poco rispetto a quanto meritasse. Oggi dell'arrivo a Oudenaarde la fatica si è trasformata nella gioia infinita per un impresa di altri tempi.
All'attacco con la sua squadra fin dai -90km all'arrivo, lui con altri campioni, a sfruttare il Kappelmuur come trampolino per un salto nel vuoto, di quelli che se sbagli e cadi, ti fai male. Sul successivo passaggio sul Kwaremont l'attacco si trasforma in fuga solitaria e il campione deve pedalare a testa bassa. Neanche i telecronisti credono nell'azione folle; mancavano 52km all'arrivo, ''attacco velleitario'' dirà Silvio Martinello alla RAI.
Io non avevo mai visto un impresa simile da quando seguo il ciclismo, mi sono entusiasmato. I favoriti, Sagan e Van Avermaet ora fanno sul serio. Hanno raggiunto gli attaccanti e ora tirano dritto per recuperare sull'unico fuggitivo, sul pazzo che è in testa. Sono fiduciosi anche in ammiraglia Bora, dicono a Sagan di spingere al massimo perché il folle solitario crollerà. E Sagan mette il turbo sull'ultimo passaggio sul Kwaremont; sono in tre, il campione del Mondo con la sua bella maglia arcobaleno tira, mentre Van Avermaet e l'altro belga Naesen tengono la sua ruota.
Il Kwaremont è una salita tosta, non molto lunga, ma il suo pavé crea selezione. La zona è transennata, colma di gente, molti corridori cercano le vie di fuga esterne alla carreggiata in pavé per trarre sollievo, evitare le vibrazioni. Sagan si avvicina troppo alle transenne, è un attimo. Crollano tutti e tre, rovinosamente. È il colpo di scena clamoroso. Gli inseguitori si annullano. Sagan l'ha fatta grossa. Si bestemmia in italiano sull'ammiraglia della sua squadra.
Davanti il pazzo continua per la sua strada, ha superato anche l'ostico Paterberg, ultimo muro (noto con piacere i 4mori in cima a questa salita). Ora alla fine mancano 11km di pianura. Una vita.
Soffrirà l'impossibile ma alla fine la gioia sarà immensa. Ha vinto lui. Il Vallone ha vinto nel cuore delle Fiandre. Il Vallone amato anche dai Fiamminghi. Ha la maglia nera, rossa e gialla. È il campione nazionale belga.
È Philippe Gilbert. Chapeau.

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