martedì 17 giugno 2008

Euro2008: Cuore Turco.

Dedico un post alla sorprendente Turchia, allenata dal CT Fatih Terim, uno dei migliori allenatori in circolazione a mio parere. Meritata la qualificazione dei turchi che ora se la vedranno con l'ottima Croazia nei quarti di finale. Dopo le rimonte con Svizzera e Rep. Ceca gli uomini in rosso cercheranno un'altra impresa epica. Senza paura.



Dopo una qualificazione all'ultimo respiro nel suo gruppo, seconda dietro la Grecia (battuta però ad Atene con un perentorio 1-4) e davanti di un solo punto alla Norvegia, la selezione Turca si presenta con buoni propositi in Austria e Svizzera con l'obbligo almeno di non fare figuracce in un girone A che la vedeva contrapposta al Portogallo, favorito per il primo posto nel girone, e alle selezioni di Svizzera, padrone di casa e obbligata a far bene, e della Repubblica Ceca, nazionale sempre tosta e abituata ai grandi appuntamenti ma che attraversa un periodo di rinnovamento. Secondo molti media la Turchia era candidata allo scomodo ruolo di spettatore non pagante poichè sembrava ampio il divario dalle altre tre squadre. Le dichiarazioni di Terim però erano di tutt'altro avviso. Il CT turco ammetteva che il girone era duro ma che lui conosceva i suoi ragazzi, loro non l'avrebbero deluso. Ovviamente i numerosi turchi in Austria e Germania si riversarono con entusiasmo nel ritiro svizzero della selezione della mezzaluna con la stella.

Come sempre il calcio turco ha stupito l'europa anche quest'anno con la bella favola del Fenerbahce, uscito nei quarti di Champions League dopo una bella cavalcata che ha visto inviolato il Fenerbahçe Şükrü Saraçoğlu nonostante si siano presentate di fronte alla bolgia gialloblù squadre del calibro dell' Inter e del Chelsea. In più uno dei giocatori più utilizzati nelle qualificazioni, Fatih Tekke, ha vinto l'UEFA da titolare in finale con lo Zenit S. Pietroburgo. Tekke che clamorosamente non è stato convocato a Euro2008 da Terim che gli ha preferito Erdinç.

Torniamo però alla selezione scelta per l'europeo. Nelle amichevoli pre-Europeo, la Turchia non ha mostrato un brutto calcio: la sconfitta contro l’Uruguay per 3-2 ha forse messo in evidenza qualche lacuna in difesa, ma il 2-0 contro la Finlandia, ultimo test prima di fare sul serio, ha riscattato il pacchetto arretrato. Di certo l’ambiente turco non era entusiasta di questa selezione (clamoroso il 2-2 a Malta durante le qualificazioni all'europeo) e molti a Istanbul mostrarono perplessità per l’esclusione di Hakan Sukur, 37 anni ma pur sempre il giocatore più rappresentativo di questa nazione; Terim si sarebbe dimesso se non avesse centrato la qualificazione, ma a conti fatti è riuscito a guadagnarsi la pagnotta alla grande.

Il leader della formazione turca e pupillo di Terim è Emre Belozoglu. Dopo il debutto col Portogallo però Emre ha subito una ricaduta al bicipite femorale e ha saltato le altre due partite decisive, vinte dai suoi compagni con due spledide rimonte nei secondi 45 minuti. Proprio questo curioso particolare caratterizza l'europeo della Turchia. Primi tempi soporiferi, mal giocati, squadra senza identità e Terim che si sbraccia ma nello stesso tempo medita le mosse per le splendide riprese della selezione turca. Infatti le mosse dello stratega già allenatore di Galatasaray, Fiorentina e Milan hanno avuto tutte, dalla prima all'ultima, un senso e hanno dato i loro frutti. Escludiamo la prima gara col Portogallo, troppo superiori i lusitani per i biancorossi. Formazione sperimentale per Terim che dalla prima gara ha capito che la fisionomia della squadra sarebbe cambiata più volte fino a trovare quella giusta. Punto fermo è il brasiliano naturalizzato Mehmet Aurelio, leader anche nel Fenerbahce, un giocatore che gioca con molta calma, ottima visione di gioco, condita però da una grande tensione agonistica, la "garra" per dirla all argentina. In difesa ottimamente assortita la coppia Servet Cetin, Galatasaray, Gokhan Zan, Besiktas, forza fisica e anticipo le caratteristiche migliori dei centrali di Terim. Come riserva il sempreverde Emre Asik, 35enne del Galatasaray, 27 presenze in nazionale e elemento di grande esperienza; si è ritagliato molti spazi finora, ottima la sua gara contro la Svizzera. Sugli esterni Altintop e Hakan Balta (da seguire il terzino dei giallorossi di Istanbul) garantiscono corsa, disciplina tattica e buone doti nel cross. Gli altri centrocampisti oltre ad Aurelio sono il talentuosissimo Arda Turan (Galatasaray), già due reti importanti per lui, Terim stravede per lui. Insieme a lui l'altro talento turco Tunçay Sanli che però sta deludendo e uno tra Mehmet Topal, Gokdeniz Karadeniz e Tumer Metin. L'attacco è incentrato su Nihat Khaveçi, capitano e anima della squadra, prova da 10 la sua contro i ceki. Assieme a lui hanno ruotato Kazim, Semih Senturk e Melvut Erdinç. Semih è parso il migliore dei tre, non solo per il gol alla Svizzera che ha dato il via alla prima rimonta dell'undici turco. Già da quella gara si capì che la Turchia era tornata in corsa per i quarti di finale. Un 2-1 decisivo a eliminare i padroni di casa dà sempre gran morale.

La miglior partita della Turchia a questo europeo è stata senza dubbio la splendida rimonta contro la Rep. Ceca. Sotto di due reti, fino al 74esimo squadra disordinata e senza idee, quasi rassegnata. L'intuizione di Terim è da grande allenatore. Il CT ridefinisce la fascia destra; sia per contenere Sionko e Jankulovski ma anche per spingere sfruttando le qualità da esterno alto di Altintop. Dentro Sabri Sarioglu quindi, elemento duttile, che si piazza sulla corsia difensiva destra annullando Sionko. Conseguente avanzamento di Hamit Altintop che inizia a macinare chilometri e a proporsi in fase offensiva. Dal suo piede parte il cross basso che Arda trasforma sul primo palo. 1-2 e turchi che iniziano a spingere. La Rep. Ceca, fin lì perfetta, si sgretola. Sempre Hamit Altintop crossa in mezzo un pallone che sembrerebbe innocuo per un portiere come Cech che però fa la frittata. Troppo sicuro il portiere del Chelsea, palla che gli sfugge dalle mani e Nihat fa 2-2. E' l'87esimo. Tutti già pensano ai rigori. Quei rigori che Cech ha perso in finale di Champions. Quei rigori che la nuova regola ha deciso di far tirare subito dopo il novantesimo per decidere, in questi casi, chi è che passa il turno. Già tutti pensano, tranne Altintop e Nihat. Hamit lancia in profondità il capitano biancorosso, difesa ceka immobile e Nihat serve la sua doppietta con un destro al sette imprendibile per Cech. Splendida rimonta degli uomini di Terim, festa in panchina e sugli spalti dove i tanti turchi presenti hanno capito che la partita è finita, è vinta. E' il 93esimo quando le bandiere con la mezzaluna e la stella invadono il cielo dello stadio di Ginevra. La qualificazione è stata centrata con il cuore. Quando decide che è ora di giocare la Turchia gioca molto bene al calcio, merito dei nuovi stimoli di chi entra dalla panchina e vuole far bene e merito degli urli e degli incoraggiamenti di un grande come Fatih Terim. Attribuisco a lui l'80% della qualificazione, storica, ai quarti.

Proprio in una dichiarazione di ieri del CT turco ha ammesso che ha ottime speranze di battere la Croazia e correre dritto verso la finale a Vienna: "Noi non temiamo più nessuno. D'altronde - ammette l'Imperatore - se c'è riuscita la Grecia nel 2004, e considerando come ci è riuscita, perchè non potremo riuscirci noi?". Sottoscrivo in pieno.

E' la squadra che più di tutte mi ha sorpreso. Non un collaudatissimo impianto di gioco ma comunque un cuore e una grinta grande così, squadre del genere fanno orgogliosi i propri tifosi. La rimonta contro i ceki rimarrà sicuramente nella storia del calcio. Obiettivamente con la Croazia sarà dura perchè anche la squadra di Slaven Bilic (altro talento della panchina) sta giocando molto bene (ieri la Croazia B ha battuto e eliminato la Polonia). Sarà sicuramente una partita dura ma che i turchi giocheranno fino all'ultimo, magari decidendosi a iniziare dal primo minuto e non dal 45esimo!

2 commenti:

Federico Casotti ha detto...

Il quarto con la Croazia è tutto meno che scontato. Aggiungerei alle due vittorie in extremis contro Svizzera e Repubblica Ceca anche il successo nelle qualificazioni in Norvegia. Sotto di un gol, in trasferta, con l'assoluta necessità di vincere, ribaltarono il risultato con una doppietta di Nihat. e' una squadra magari non ricac di talento, ma in grado di compensare abbondantemente con il carattere...

GaSan ha detto...

Concordo. Sarà una bella partita. La Croazia ha l'occasione per diventare "grande". La Turchia per continuare a stupire.